martedì 18 marzo 2014

Le mie "Parole Chiave" del 18.03.2014


Il mago di Jobs – Pare che Renzi abbia rivelato alla Merkel, solo alla Merkel il segreto del suo Jobs Act. Un istante, poi abracadabra è risparito. In Parlamento ripeterà la scena? Figuriamoci, lui al massimo ne parlerà in direzione del Pd.

Super Mario – Renzi continua a credere di essere in un video game dove tutto quanto è irreale. Ieri ha consegnato alla Merkel la maglia del tedesco Mario Gomez neo attaccante della Fiorentina. Qualcuno gli dica che se fosse necessario a negoziare il 4 per cento di deficit con l’Europa, noi saremmo disposti anche ad annullare il 4-3 di Italia Germania del 1970.

venerdì 14 marzo 2014

Crimea: per l’Europa è l’ora della verità.



C
’è un altissimo rischio che dalla vicenda Ucraina, quindi dalla controversia legata alla Crimea, tutti i principali attori ne escano sconfitti. Di getto potremmo pensare che la Russia con il suo intervento militare in Crimea abbia indiscutibilmente acquisito una posizione di forza rispetto all’Ucraina, all’Europa e soprattutto agli Usa che sul piano internazionale vorrebbero continuare a svolgere la funzione di “garante degli equilibri”; ma ci sono alcuni elementi che rischiano di compromettere tale analisi.

giovedì 13 marzo 2014

Le mie "Parole Chiave" del 13.03.2014

Che lo spread sia con te - meno tasse sui redditi bassi, taglio dell'Irap sulle imprese finanziato attraverso un aumento delle imposte sulle rendite finanziarie, ma esentando dalla stretta i titoli di Stato che "non si toccano". Caro Renzi 'Vai con Dio', anzi meglio mantenere un profilo laico: "che lo spread sia con te". Tranquillo tanto è un imbroglio, Berlusconi docet.

Spread salariale – La Merkel paga poco le donne. Stando a quanto rivela MoveHub, sito web utile per chi voglia trasferirsi all'estero, la Germania è all'ottavo posto nella classifica mondiale negativa tra i Paesi che esprimono le maggiori differenze salariali tra uomo e donna. Il differenziale sarebbe addirittura del 20,8%. In Europa fanno peggio solamente le piccole Estonia e Cipro. L'Italia è al posto n. 33 con il 10,6%. Non va bene, ma meglio della mitica Germania. 

mercoledì 12 marzo 2014

Le mie "Parole Chiave" del 12.03.2014

Par condicio – Per noi la 'par condicio' è un altro 'par di maniche'. Com'è possibile che il premier Matteo Renzi abbia partecipato per la terza volta in soli 4 mesi alla trasmissione "Che tempo che fa"? Fazio-sità dilagante.

Doppio pesismo – Sembrerebbe il nome di una nuova disciplina olimpica. Pensate che invece è un'attività che si pratica all'interno del luogo più sacro per chi crede nella democrazia e nelle istituzioni: il Parlamento. Cara Presidente Boldrini ci rivolgiamo a lei, la smetta di fare figli e figliastri, seppur a malincuore manifesti la sua imparzialità nei giudizi. Ci verrebbe da dirle: "cambia sport datte all'ippica", ma non lo facciamo.

10 domande per te – Posson bastare. Si ci rivolgiamo a "La Repubblica" di Ezio Mauro, il cui editore è il Sig. De Benedetti. Perchè non rivolge le "10 domande" all'Ingegnere sul caso Sorgenia? Conflitto d'interessi? Giornaloni si nasce, non ci si diventa.



N
ella mattinata di mercoledì 12 marzo l’Aula della Camera dei deputati ha approvato in prima lettura la proposta di legge elettorale che istituisce, per la sola Camera, il sistema elettorale conosciuto come “Italicum”, frutto dell’accordo tra il Presidente Berlusconi e Matteo Renzi.

Si tratta di un sistema misto maggioritario-proporzionale, o meglio, di un proporzionale corretto con un premio di maggioranza, con ballottaggio eventuale e liste bloccate e corte.

martedì 11 marzo 2014

Le "Parole Chiave" del 11.03.2014

11 marzo 2003, Madrid – Le percezioni sembrano cambiate. Le società si plasmano al cospetto della prosperità sociale. Il passato è passato, il futuro oscura il ricordo. Da un lato siamo contenti che la strategia del terrore sia superata, ma la memoria nei confronti di chi ingiustamente ha perso la vita è doverosa. Per le vittime di Atocha.

Miopia – Dilaga la miopia tra i giornaloni. Come si può essere così parziali? Il Paese è stanco, la disoccupazione alle stelle, eppure ci sono quotidiani che imperterriti consegnano patenti da mago a dei fantomatici statisti. Caro Renzi ti aspettiamo domani per il "Big Wednesday", ci dirai come farai e ti diremo chi sei.

FolgorAzione Civile – La retromarcia è una delle manovre più scomode da compiere. Figuriamoci per un magistrato come Antonio Ingroia, che attraverso i suoi legali ritratta quei teoremi comparsi su libri, articoli e talk show relativi ai presunti rapporti fra l'allora neonata Forza Italia e Cosa nostra. Sarà stata la fresca aria del periodo trascorso ad Aosta, ma il neo commissario della Provincia di Trapani, attraverso i suoi legali fa sapere che le sue certezze sull'accordo tra Berlusconi attraverso la figura di Dell'Utri e Bernardo Provenzano siano diventate semplici opinioni e punti di vista. Ma un ex magistrato della sua caratura non riconosce l'inopportunità di alcune affermazioni senza preoccuparsi di fornire le prove adeguate? Quando espresse una “sua pura convinzione”, si sentiva protetto dalla sacralità della toga indossata? Noi dal canto nostro ci auguriamo che sia solo l'ennesimo folgorato sulla via di Damasco.

giovedì 6 marzo 2014

UNA SOLUZIONE FEDERALE PER L’UCRAINA. LA DIFFERENZA STA NEI METODI.



La crisi ucraina è entrata nel vivo. L’Italia ha l’obbligo di trovare una sua collocazione, ma soprattutto un ruolo. Non è semplice farlo quando il governo in carica non è legittimato dal popolo; negli anni abbiamo ammirato statisti del nostro Paese che sono riusciti ad acquisire peso ed influenza politica, ottenendo un ruolo da protagonisti ai tavoli delle trattative internazionali. La loro forza è stata sempre la consacrazione elettorale, cosa che è mancata ai vari Monti, Letta e Renzi; ne sanno qualcosa i marò.
La controversi a non è semplice, ma soprattutto risulta essere anomala per l’atteggiamento delle parti e per la cronistoria degli eventi.  Agli occhi saltano le motivazioni alla base delle defenestrazione di Yanukovich; la cosa che sorprende è che le rivolte siano iniziate dopo la mancata firma dell’accordo di associazione con l’Ue da parte dell’Ucraina e abbiano poi trovato il definitivo sfogo grazie alle leggi “anti protesta” emanate dal governo. Sorprende altresì l’estrema preparazione dei para militari che hanno condotto la rivolta, segno che l’idea di far cadere Yanukovich facesse parte di un piano pensato da tempo.